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Terremoto Abruzzo, si inizia a pensare alla ricostruzione
 

Iniziano a vedersi i primi interventi a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 6 aprile, dopo la diffusione del decreto del Commissario delegato per l’emergenza terremoto che ha individuato 49 Comuni danneggiati dal sisma. Nei prossimi giorni verrà approvato, dal Consiglio dei Ministri che si terrà all’Aquila, un decreto-legge ad hoc, per far fronte ai danni provocati dal sisma.

 

Durante una visita alla tendopoli di Picenze, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato che, per i privati che avvieranno la ristrutturazione o la  ricostruzione delle proprie abitazioni, l’aiuto dello Stato ai privati potrebbe arrivare fino al 33%. Berlusconi ha spiegato che l’intenzione del Governo è di sostenere un terzo del costo di ristrutturazione, lasciare un terzo a carico dei proprietari, mentre l’altro terzo proverrà da un mutuo a tasso agevolato il cui tasso di interesse potrebbe arrivare al 4% fino al 50% del valore dell’immobile.

 

Il presidente del Consiglio ha dichiarato: “Il governo non intende costruire baraccopoli, ma vorrebbe chiudere le tende e costruire vere case prima che inizi il freddo, prima dell'autunno”. Berlusconi ha poi continuato spiegando agli sfollati le linee guida che verranno seguite nella ricostruzione: “Le abitazioni che verranno ricostruite nelle aree colpite dal sisma saranno capaci di resistere a qualunque tipo di scossa, come quelle costruite in Giappone. Saranno palazzine di due o tre piani nel verde costruite su una piastra con tecnologie avanzate e super sicure e la metratura oscillerà dai 50 ai 102-104 metri quadrati”

 

Il vice presidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, ha annunciato venerdì che l’Unione europea metterà a disposizione della ricostruzione delle aree dell’Abruzzo colpite dal terremoto, 550 milioni di euro. Tajani ha inoltre precisato che 350 milioni arriveranno rilocazione dei fondi strutturali 2007-2013, mentre dal Fondo di Solidarietà arriverà “qualche centinaio di milioni di euro”.

 

Secondo le indagini effettuate dalla procura dell’Aquila ci sarebbe da interrogare una prima lista di venti costruttori da interrogare, ovvero i titolari delle imprese che hanno costruito gli edifici sequestrati dopo il terremoto, tra cui la Casa dello Studente e l’ospedale San Salvatore. Dai costruttori dovranno essere forniti chiarimenti sulle costruzioni, sulle quali la procura sta raccogliendo documenti relativi ai progetti e alle autorizzazioni e campioni di materiali da far analizzare, oltre che documentazione video, tra le quali quelle delle telecamere a circuito chiuso installate in città.

 

Per quanto riguarda la restaurazione dei beni artistici danneggiati dal terremoto, il ministero per i Beni culturali ha stimato che ci vorranno 50 milioni di euro. Il Ministro Sandro Bondi chiederà di inserire nel decreto-legge che verrà approvato nei prossimi giorni questo stanziamento.

 

Biondi ha comunque affermato che la situazione del patrimonio artistico è molto grave: “La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la Chiesa di San Bernardino, il Duomo, la Fortezza spagnola sono gravemente danneggiati, oltre alle centinaia di chiese nella provincia. Per l’emergenza abbiamo stanziato 10 milioni di euro dei fondi ordinari del Ministero - ha aggiunto il ministro -, più 5 milioni di euro, d’intesa con il ministro dello Sviluppo economico, per il polo museale dell’Aquila”.

 

Intanto il Ministero per i Beni Culturali è già al lavoro per compilare la cosiddetta “lista di nozze” lanciata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che sarebbe praticamente un elenco dei monumenti danneggiati, da sottoporre ai Paesi amici che hanno offerto la loro collaborazione. Sarà quindi presentato entro questa settimana, un elenco di 38 beni artistici da restaurare, con indicazioni di spesa e di tempo, e il presidente Berlusconi ha assicurato che: “Dove non arriveranno gli amici lo Stato italiano interverrà con un suo programma tempestivo, con le date di inizio e di fine lavori scritte sui cartelli appesi nei cantieri”.

 

Intanto nel centro storico dell’Aquila gruppi di esperti, squadre specializzate dei Vigili del Fuoco, e volontari di Legambiente sono impegnati nell’attività di rilevazione e messa in sicurezza degli edifici e recupero delle opere artistiche.

La redazione di Tettocomune. - 05/05/2009
 
 
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