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Il nuovo "piano casa" del governo
 

Piano Casa, ecco le nuove proposte del Governo

 

Con la riunione del Consiglio dei Ministri di venerdì scorso è iniziato il confronto della maggioranza sul “Piano Casa”, che probabilmente non finirà prima del prossimo CdM.

Per lo sblocco del Piano Casa, il punto di incontro con gli enti locali sarà un percorso di scelte condivise.

 

Intanto il Governo si sta impegnando a risolvere i contrasti interni per riuscire a presentare un provvedimento sotto forma di decreto legge o disegno di legge e la stesura di una norma che faccia da quadro all’attività legislativa regionale. Oltre alla costruzione e riqualificazione di 20 mila nuovi alloggi a canone agevolato, nel piano di edilizia all’esame, è compreso l’ampliamento di cubature e superfici degli immobili, con possibilità di rinnovare gli edifici.

 

Infatti sarà possibile ampliare del 20% la cubatura degli immobili a uso abitativo o la superficie di quelli destinati a uso diverso, presentando la domanda entro il 31 dicembre 2010. Per quanto riguarda invece le costruzioni precedenti al 1989, con standard qualitativi inadeguati, è previsto un aumento del 30% in caso di demolizione e riedificazione. Se invece la ricostruzione sarà effettuata secondo le regole della bioedilizia e del risparmio energetico, la soglia di ampliamento salirà al 35%.

 

Per rispondere alle accuse di scempio ambientale e “condono mascherato” il Governo ha intensificato le sanzioni per gli abusi edilizi più gravi, in modo da compensare la liberalizzazione dell’edilizia. Secondo le stime dell’Agenzia del Territorio gli immobili da sottoporre ad ampliamento si trovano per il 49,6% al Nord, per il 30,9% al Sud e infine solo per il 19,5% al Centro.

 

Accolta positivamente la proposta del Governo, da parte delle associazioni di progettisti e operatori del settore edile, che la considera ad alto impatto sociale e anticiclico. Condizionati invece anche dal colore politico delle amministrazioni, i diversi approcci degli enti locali. Ma nemmeno la maggioranza regionale è compatta.

Chiaramente contraria Legambiente, che protesta soprattutto la procedura di conciliazione basata sul ravvedimento operoso, e che promette nuove campagne di informazione e sensibilizzazione.

 

Premio aggiuntivo per gli impianti fotovoltaici fino a 200kw

 

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale, del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che estende agli impianti fotovoltaici fino a 200kw operanti in regime di scambio sul posto il diritto al Premio aggiuntivo.

 

Il Presidente di Assosolare, Gianni Chianetta commenta: “L’estensione del premio per impianti fotovoltaici abbinati all'uso efficiente dell’energia da noi richiesto nei vari e costanti confronti con il Governo, trova adesso attuazione in questo nuovo decreto. Un risultato che ritengo importante per il settore, in linea con gli obbiettivi del Parlamento di incentivare maggiormente il fotovoltaico nell'edilizia, in particolare nelle regioni del Nord penalizzate dalla minore insolazione e, di utilizzare il conto energia come strumento per promuovere l'efficienza energetica e ridurre le emissioni. Un segnale di attenzione verso il settore che in questi ultimi mesi ha vissuto un periodo di grande incertezza a causa di alcuni messaggi poco rassicuranti circa l’impegno del Governo nel voler mantenere il conto energia che, con questo decreto, risulta invece rafforzato nei suoi contenuti”.

 

Il premio consiste in un incremento della percentuale della tariffa come prevista dal conto energia, pari alla metà della percentuale della produzione di riduzione del fabbisogno di energia conseguita ed attestata ma non può superare la soglia del 30 % della tariffa incentivante.

Novità introdotta con l’articolo 2 del decreto è l’interpretazione dell’art. 4 c. 4 del “Conto Energia” con cui si risolve positivamente il problema per cui numerosi soggetti hanno ritardato oltre il 60° giorno la comunicazione al GSE  perdendo così il diritto agli incentivi.

 

Infine Chianetta ha concluso dicendo: “Un incoraggiamento per la promozione di impianti domestici e di media taglia poichè l’estensione fino ai 200 kW è l'ideale per le aziende di piccole e medie dimensioni, altamente energivore, con capannoni industriali in grado di ospitare un impianto fotovoltaico sul tetto senza alcun impatto ambientale.
A tal proposito, un grande contributo potrebbe arrivare dalle Regioni se accogliessero la nostra proposta di semplificare il processo autorizzativo, in questo caso, ad una semplice DIA.
L'industria italiana è costituita prevalentemente da aziende piccole e medie, per cui ci si aspetta che queste acquisiscano la maggiore quota di mercato del fotovoltaico in breve tempo”.

La redazione di Tettocomune - 24/03/2009
 
 
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